PRIMO MARELLA GALLERY
He Wei - Re-elaborating the hierarchy of «beauty»

He Wei - Re-elaborating the hierarchy of «beauty»

23 aprile - 31 dicembre 2021

Primo Marella Gallery è lieta di presentare un focus su He Wei. Nato nel 1987 nella provincia di Anhui (Cina orientale), He Wei intraprende i primi studi artistici in Cina, per poi trasferirsi in Italia e frequentare la prestigiosa Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, dove entra in contatto con una dimensione esistenziale totalmente nuova, destinata a segnare il suo linguaggio artistico nel profondo.
 
La ricerca dell’artista va dal bello al brutto, dalle certezze al dubbio, dall’esteriorità all’interiorità. Nelle opere recenti si accentua l’investigazione di un tumulto emozionale, che He Wei esprime con un linguaggio molto ritmico. I segni, le sagome, i graffi e gli scarabocchi. Tutto intrecciato tra le composizioni figurativo realistiche dei corpi anonimi e gli inserti cromatici astratti che ci costringono ad andare oltre il dato reale del visibile. 
 
Metodico e riflessivo, l’artista osserva il mondo che lo circonda e sviluppa bozzetti virtuali, seguendo uno schema creativo ben dettagliato, dove tutto è il frutto calcolato dell’impero della mente. Una nuova serie di sculture astratte autoportanti realizzate in ferro verniciato ne sono un esempio. E’ il risultato di una lunga ricerca dell’artista di equilibrio e perfezione formale, di oggettualità e fisicità dell'opera siccome di artigianato e arte. Le questioni che venivano contemplate dai teoretici del neoplasticismo, dai minimalisti o dai fondatori del Bauhaus. Le enigmatiche strutture, protagoniste di questa mostra, riflettono la visione estetica di He Wei che trova applicazione sia nel campo della scultura che in quello della pittura.
 
La ricerca dell’artista ci conduce ad analizzare la complessità del tentativo di spiegare fatti «estetici» e rielaborare le gerarchie del «bello». 
 
Nei suoi dipinti più recenti, He Wei analizza e smonta il ritratto, per creare una percezione più forte e violenta rispetto alle sue tele precedenti, caratterizzate dall'annullamento del volto attraverso graffiti o forme geometriche colorate. Il risultato dei nuovi ritratti è davvero affascinante grazie all'uso di colori molto forti e incisivi unitamente a pennellate studiate e sapienti. L'artista ha assegnato titoli di farmaci psicotropi alle opere, conferendo loro una funzione curativa (sono medicine di realtà distorta) e allo stesso tempo sono rappresentazione della contemporaneità, bisognosa di riequilibrare l'eccesso di psicosi e schizofrenia attraverso le droghe. In questa vorticosa sensazione di confusione e instabilità, lo spettatore è portato direttamente in quest'arte di transizione, verso forme future.
 
Per maggiori informazioni sull'artista, clicca qui!