PRIMO MARELLA GALLERY
Gianfranco Zappettini - Opere blu

Gianfranco Zappettini - Opere blu

03 luglio - 28 giugno 2022

Primo Marella Gallery è lieto di presentare un focus su Gianfranco Zappettini (nato a Genova, 1939) e la sua serie di opere blu.

Gianfranco Zappettini nasce a Genova il 16 giugno 1939, figlio unico di Filippo, negoziante di tessuti e macramé di Chiavari, e di Maria Teresa Gazzolo di Nervi, appartenente a una famiglia di antica tradizione marinara. Frequenta il Liceo Artistico Niccolò Barabino di Genova e l’Accademia di Belle Arti di Carrara.

Nel 1961 partecipa al premio San Fedele di Milano, organizzato dai Gesuiti per promuovere la giovane arte contemporanea; Nel 1962 tiene la sua prima mostra personale alla Società di Belle Arti di Genova a Palazzetto Rosso. Sempre nello stesso anno entra nello studio dell’architetto tedesco Konrad Wachsmann (autore della casa di Einstein a Potsdam) a Genova per progettare il grattacielo dell’Italsider. La frequentazione con Wachsmann, che si protrarrà sino all’anno successivo, ne influenza la pittura orientandola verso una ricerca di tipo strutturale.

Nel 1964 inizia il suo rapporto di collaborazione proprio con La Polena, dove terrà una mostra personale nel 1965, 1972 e nel 1974. Frequenta Mauro Reggiani e Mario Nigro. In quegli anni iniziano i suoi viaggi di ricerca all’estero. Tra il 1971 e il 1972 è a Parigi e visita gli studi di Alberto Magnelli e di Sonia Delaunay; a Zurigo quello di Max Bill. Nel 1971 è invitato alla mostra ‘Arte concreta’ a Münster, mostra cui partecipano Lucio Fontana, Enzo Mari, Fausto Melotti, Bruno Munari etc.

Klaus Honnef, curatore della mostra menzionata prima, elaborerà con Zappettini e Gaul, il nocciolo teorico della Pittura Analitica, una fase della pittura degli anni Settanta più legata all’analisi dei mezzi operativi e dei processi. Alla Pittura Analitica Zappettini contribuisce con numerosi scritti pubblicati su riviste italiane e straniere (“Gala International”, “Flash Art”, “Data”, “Kunstforum International” ecc.).

Con gli anni Duemila, il blu pervade tutta la superficie, scandita dal ritmo della trama e dell’ordito, come l’eterno andirivieni della spola tra i fili tesi sul telaio cosmico. Del periodo sono le serie dei “Quadrati” e dei “Rettangoli”, i “Misteri”, i “Muri del cielo”, oltre naturalmente a “La trama e l’ordito”, diverse declinazioni dell’indagine su questo simbolico colore. Come spiega Alberto Arrigoni, il blu è il simbolo della notte cosmica.