PRIMO MARELLA GALLERY
Marco Mazzucconi

Marco Mazzucconi

20 agosto 2022

“Cerco il punto in cui la logica delle cose si può incrinare, il confine dove le cose, pur conservando le caratteristiche, rischiano di perdere il loro senso”.

Nato a Milano nel 1963, Marco Mazzucconi ha esposto in prestigiose gallerie quali Studio Marconi a Milano (1987) e Massimo Minini a Brescia (1985). Nel 1988 inizia una lunga collaborazione con Franz Paludetto che ospita nella galleria di Torino una sua personale, “Mostra con vista”. Nel settembre dello stesso anno partecipa alla collettiva “Palestra” presso il Castello di Rivara - Museo d’Arte Contemporanea.

Nel luglio 1992 fu presente all’esposizione “Una domenica a Rivara” con gli artisti Arienti, Airò, Cattelan, Cavenago, Della Vedova, Marisaldi, Martegani, Ruggeri e Vitone. Nel 2000 torna a esibirsi presso Massimo Minini con la sua personale “Safe Zero”. Nel 2016 partecipa alla collettiva “White Surfaces” presso la galleria d’arte Primae Noctis di Lugano. E nel 2017 sempre alla galleria Primae Noctis la sua personale “Essere non qui”. Nel 2018 inaugura presso Primo Marella Gallery la mostra “Promenade”.

 

Quale potrebbe essere una parola-chiave per questi suoi lavori, così formalmente diversi tra di loro? Esiste un minimo comun denominatore che li renda simili nella concezione, siccome nella forma non lo sono?

 

Mazzucconi infatti sembra fare tutto per istinto –anche sostituito dal termine intuito, più umano e meno animale – e questo lo salva – lo ha salvato – dal confronto con artisti più anziani e affermati che magari hanno fatto qualcosa di simile, senza che lui lo sapesse.

 

L’astrazione si espande attraverso un processo materiale ed unificatore. Paesaggi irraggiungibili e impenetrabili hanno bisogno di essere vissuti con la forza dello straniamento. La realtà diventa per l’artista un processo d’immaginazione carico di tensioni e poetica di matrice esistenziale.

 

L’utilizzo di cornici barocche, strutture di legno e più recentemente schiuma poliuretanica inserita dietro tele monocrome hanno consentito all’artista di sbilanciare nuovamente il rapporto tra supporto e superficie e di creare nuovi e inediti effetti di luce ed ombre a seconda dell’inclinazione della sorgente luminosa.

 

“Il mio interesse verso il bianco è tangenziale. Lo sfioro senza approfondirlo. Le tele bianche da pittore tese su cornici barocche, e più recentemente tese su telai dalla geometria sghemba sono opere che lasciano immaginare una storia diversa da quella che lo spunto originale potrebbe suggerire.” - Marco Mazzucconi