PRIMO MARELLA GALLERY

La Sfinge Nera. Dal Marocco al Madagascar

Mounir Fatmi / Hassan Musa / Julien Creuzet / Ouattara Watts

18 Maggio - 15 settembre 2017

La Sfinge Nera. Dal Marocco al Madagascar
La Sfinge Nera è il titolo-metafora che fa riferimento ad un continente, l’Africa, che, a sud dell’Egitto e delle sue meraviglie (tra cui la famosa Sfinge), appare all’inizio del Novecento ancora “nero” e sconosciuto. Questa mostra trae ispirazione dal libro di Mario Appelius “La Sfinge Nera. Dal Marocco al Madagascar”, scritto negli anni venti, dopo la Prima Guerra Mondiale. Il racconto narra della scoperta dell’Africa attraverso un viaggio di esploratori europei ed americani, volto a conoscere il continente con le sue ricchezze e opportunità di commercio, verificare la situazione sanitaria nei diversi stati, effettuare ricerche di Botanica, approfondire culture e conoscere le variegate situazioni politiche, per poter poi redigere report giornalistici o riferire ai propri governi. Questa comitiva molto eterogena e piuttosto numerosa, composta da scienziati, medici, giornalisti, consulenti politici e capitanata da italiani, si incammina in questo viaggio che, partendo dal Nord Africa con vari mezzi di trasporto (dalle carovane di animali, alle navi, ai treni - laddove esistevano linee ferroviarie) in parte via terra, in parte via mare, arriva, dopo un lungo peregrinare, prima in Sud Africa e poi in Madagascar. Durante tutto il viaggio, ben descritto dall’autore con una brillante scrittura narrativa post decadentista, si evincono la magia e il fascino di questo continente di cui si susseguono molteplici racconti: visite in villaggi, partecipazione a cerimonie, incontri con le autorità dei territori, sia che si tratti di sovrani selvaggi che di funzionari governativi, quando si arriva in stati politicamente più evoluti (quali, ad esempio, il Sud Africa).
Sulla base di questo viaggio-racconto noi investighiamo l’Africa sotto il profilo dei risultati raggiunti dalle ultime esperienze degli artisti che incontreremmo sullo stesso tragitto - dal Marocco al Madagascar, come dice il sottotitolo del libro – se oggi come ieri volessimo fare un viaggio volto a scoprire l’Africa sotto il profilo della ricerca artistica e dell’evoluzione nelle arti visive, toccando gli stessi territori della comitiva di quel tempo.
Dietro il mistero di un territorio così vasto, dove convivono usanze, tradizioni e conflitti molto distanti da noi, possiamo riscontrare come, attraverso le esperienze di alcuni artisti tra le maggiori eccellenze di questo continente, vi sia oggi un apporto alla causa dell’arte contemporanea molto nuovo ed originale, intriso del fascino e della magia secolare di quelle popolazioni, forte di una propria connotazione che, grazie ad idee e ricerche innovative autonome e non condizionate, se confrontate con le recenti esperienze portate avanti in occidente, rendono unica e distinguibile l’arte di questi autori.
E così scopriamo come, dalla importante tradizione tessile africana, alcuni artisti attingono per realizzare moderni arazzi, sia descrittivi che astratti (A.Konaté, J. Andrianomearisoa, H.Musa, E. de Medeiros) mentre altri traggono dalla povertà e dalle poche risorse disponibili brillanti oggetti artistici con la tecnica del “recycling “(M. Takadiwa). C’è chi come V. M. Bondo crea moderni e raffinati mosaici di collage nelle sue tele usando semplicemente ritagli di riviste di moda che recupera in giro per Kinshasa.
La mostra presenta poi un versante più concettuale con gli artisti del Marocco (M.Fatmi) e della Tunisia (N. Chamekh) ormai molto agganciati alla scuola europea tramite la porta d’accesso della Francia, dove spesso studiano, vivono e si confrontano. Lo stesso avviene all’altro estremo, il Sud Africa, con l’utilizzo di linguaggi più sofisticati e vicini ad esperienze nordamericane (R. Smith, C. Platter).
Ci troviamo quindi di fronte a uno scenario molto eterogeneo, dove le esperienze dei vari artisti si integrano e contribuiscono a darci uno spaccato di un mondo che, da luogo di scoperta per gli esploratori di quel tempo, è diventato oggi, attraverso l’arte, un territorio di conquista.
Mega

Cameron Platter

Mega
2014
Matita su carta
Cm 238 x 181

Mega
2014 - Matita su carta - Cm 238 x 181

Five Hands

Nidhal Chamekh

Five Hands
2015
Fibra di vetro
Cm 80 x 200 x 100

Five Hands
2015 - Fibra di vetro - Cm 80 x 200 x 100

Homme du Sahel

Abdoulaye Konaté

Homme du Sahel
2015
Tessuto
Cm 218 x 145

Homme du Sahel
2015 - Tessuto - Cm 218 x 145

Trash nationalism

Rowan Smith

Trash nationalism
2016
Tessuto di polysheen e alluminio
Cm 230 x 135

Trash nationalism
2016 - Tessuto di polysheen e alluminio - Cm 230 x 135

Untitled

Cameron Platter

Untitled
2017
Ceramica smaltata
Cm 38 x 12 x 11

Untitled
2017 - Ceramica smaltata - Cm 38 x 12 x 11

Untitled

Cameron Platter

Untitled
2017
Ceramica smaltata
Cm 38 x 12 x 11

Untitled
2017 - Ceramica smaltata - Cm 38 x 12 x 11

Il est où le chameau 1

Yesmine Ben Khelil

Il est où le chameau 1
2017
Tecnica mista
Cm 40 x 34

Il est où le chameau 1
2017 - Tecnica mista - Cm 40 x 34

Il est où le chameau 3

Yesmine Ben Khelil

Il est où le chameau 3
2017
Tecnica mista
Cm 40 x 34

Il est où le chameau 3
2017 - Tecnica mista - Cm 40 x 34

Il est où le chameau 4

Yesmine Ben Khelil

Il est où le chameau 4
2017
Tecnica mista
Cm 40 x 34

Il est où le chameau 4
2017 - Tecnica mista - Cm 40 x 34

Il est où le chameau 5

Yesmine Ben Khelil

Il est où le chameau 5
2017
Tecnica mista
Cm 40 x 34

Il est où le chameau 5
2017 - Tecnica mista - Cm 40 x 34

Il est où le chameau 1

Yesmine Ben Khelil

Il est où le chameau 1
2017
Tecnica mista
Cm 40 x 34

Il est où le chameau 1
2017 - Tecnica mista - Cm 40 x 34

Il est où le chameau 6

Yesmine Ben Khelil

Il est où le chameau 6
2017
Tecnica mista
Cm 40 x 34

Il est où le chameau 6
2017 - Tecnica mista - Cm 40 x 34

Il est où le chameau 7

Yesmine Ben Khelil

Il est où le chameau 7
2017
Tecnica mista
Cm 40 x 34

Il est où le chameau 7
2017 - Tecnica mista - Cm 40 x 34