Agostino Arrivabene Italy, 1967
Ánodos — Germen occultum, 2026
Olio su tavola incamottata, cm 56 × 43
Ánodos — Imago nocturna (Acherontia atropos), 2026
Olio su tavola incamottata, cm 56 × 43
Le due opere formano un dittico dedicato alla metamorfosi, intesa non soltanto come trasformazione naturale, ma come passaggio interiore fra morte apparente, gestazione e rinascita.
Il titolo greco Ánodos significa “risalita” o “ritorno verso la luce” e richiama indirettamente il mito di Persefone, che riemerge ciclicamente dal mondo sotterraneo. Le due figure femminili appartengono infatti a una dimensione sospesa tra il ritratto, l’icona e l’apparizione: non rappresentano personaggi individuali, ma differenti stati della materia e della coscienza.
In Germen occultum, il volto è circondato da forme radicali e organiche, mentre larve e crisalidi evocano una vita ancora nascosta, raccolta nella propria incubazione. Il “germe occulto” è la potenza invisibile che continua a operare nell’oscurità prima di manifestarsi.
In Imago nocturna, la metamorfosi giunge al proprio compimento. L’Acherontia atropos, o farfalla testa di morto, appare ai piedi della figura come emblema ambiguo di morte e rinascita. Il termine latino imago indica sia l’immagine e l’apparizione, sia lo stadio adulto e definitivo dell’insetto.
Il dittico descrive quindi un unico movimento: dalla vita custodita nel profondo alla sua manifestazione notturna. La forma umana, quella vegetale e quella animale si compenetrano, anticipando il tema centrale dei Prolegomeni dell’uomo albero: l’essere umano non è separato dalla natura, ma attraversato dalle stesse forze di germinazione, trasformazione e rigenerazione.
Sintesi orale per i visitatori
«Queste due opere costituiscono un dittico sulla metamorfosi. Ánodos significa risalita e richiama il ritorno di Persefone dal mondo sotterraneo. Nel primo dipinto, Germen occultum, larve e crisalidi rappresentano una vita ancora nascosta e in gestazione. Nel secondo, Imago nocturna, compare l’Acherontia atropos: la farfalla testa di morto, simbolo insieme di fine e rinascita. Le due immagini raccontano quindi il passaggio dall’incubazione alla manifestazione e introducono il tema della mostra: la continuità profonda tra essere umano, vegetale e animale.»
Le radici che sorgono simmetricamente sul capo della figura sia nel primo che nel secondo dipinto sottolineano l’innesco di crescita simmetrico che un albero possiede ma anche la struttura simmetrica dell ‘apparato vascolare umano che cresce simmetricamente all’interno del nostro corpo