Nel contesto più ampio dell'arte della fine del XX e dell'inizio del XXI secolo, il lavoro di Arrivabene si allinea con un rinnovato interesse per la spiritualità e il mistico. Come lui stesso afferma: “Il mio lavoro è un dialogo costante tra il sacro e il profano, un ponte che collega il divino e l'umano”. I suoi dipinti ricchi di simbolismo fondono le tradizioni visive medievali e sacre con una sensibilità contemporanea, soddisfacendo un moderno desiderio di significato, trascendenza e connessione.
Per Arrivabene, la natura è un teatro di rivelazioni, un cosmo pagano ricco di fenomeni che accendono l'immaginazione. Arrivabene invita gli spettatori a impegnarsi in un atto di interpretazione personale, a esplorare i propri sogni, le proprie emozioni e le proprie intuizioni spirituali. Nella sua visione, l'arte non diventa solo un'esperienza visiva, ma un percorso di esplorazione interiore, dove l'anima naviga tra il visibile e il non visibile.