• ALTERNATIVE PRACTICES AND UNBOUND FORMS:

    AFRICAN ARTISTS ACROSS RECENT BIENNALES

    PARTE II

     

     

    EL ANATSUI, JOËL ANDRIANOMEARISOA, HAKO HANKSON, ABDOULAYE KONATÉ, TEGENE KUNBI, ESTHER MAHLANGU, TROY MAKAZA, 
    SAMUEL NNOROM, MOFFAT TAKADIWA

     

     

     

    09.07.2026 | 30.09.2026

     

     

     

     

    PRIMO MARELLA GALLERY MILANO

    Via Valtellina 31, 20159 Milano, Italy

     

     

  • Primo Marella Gallery Milano è lieta di annunciare l’apertura al pubblico di Alternative Practices and Unbound Forms: African Artists Across Recent Biennales – Part II.

    Questo nuovo capitolo della mostra si sviluppa attraverso un allestimento rinnovato, incentrato sulla presentazione di una nuova e importante opera dell’artista maliano Abdoulaye Konaté: Hommage aux chasseurs et musiciens du Mandé (2026).

     

    Concepita come un nuovo capitolo all’interno del progetto espositivo, questa reinstallazione crea inediti dialoghi tra gli artisti in mostra, offrendo al pubblico una prospettiva rinnovata sulla ricchezza, la complessità e la diversità delle pratiche artistiche contemporanee africane.

    Al centro del nuovo allestimento si erge la monumentale composizione tessile di Konaté, che misura 705 × 220 cm: la più grande opera mai realizzata nell’ambito di questo celebre ciclo e la più ambiziosa interpretazione di un tema che occupa un ruolo centrale nella sua ricerca artistica da oltre trent’anni.

     

    Questa nuova opera rappresenta una rilettura monumentale di uno dei temi più iconici e duraturi della produzione di Konaté. Da oltre tre decenni, l’artista indaga l’eredità simbolica dei chasseurs du Mandé – i leggendari cacciatori e custodi spirituali dell’antico Impero del Mandé – la cui storia continua a risuonare come potente metafora di identità culturale, memoria collettiva e resilienza.

     

    Attraverso il suo caratteristico utilizzo del tessuto, del colore e della forma simbolica, Konaté traduce narrazioni storiche in un linguaggio visivo contemporaneo. In Hommage aux chasseurs et musiciens du Mandé, l’artista amplia questa riflessione rendendo omaggio non solo ai cacciatori, ma anche ai musicisti e ai custodi della tradizione orale che, nel corso delle generazioni, hanno preservato e trasmesso il patrimonio culturale del mondo mandingo. L’opera si configura così come una meditazione sulla memoria, sulla continuità e sull’attualità del sapere ancestrale.

    Particolarmente significativa è la presenza di materiali autentici provenienti direttamente dalle comunità di cacciatori del Mandé. Tra i numerosi elementi incorporati nella composizione figurano amuleti rituali originali, corni da caccia e peli di animali realmente cacciati dalla comunità stessa. Questi elementi, tradizionalmente utilizzati dai cacciatori nelle loro pratiche spirituali e quotidiane, introducono un eccezionale livello di figurazione e specificità materica all’interno dell’opera di Konaté, rafforzandone il legame con le tradizioni culturali vissute e sfumando i confini tra opera d’arte, testimonianza storica e memoria collettiva.

     

    Il ciclo dedicato ai Cacciatori del Mandé occupa una posizione fondamentale nella carriera di Konaté e nella più ampia storia dell’arte contemporanea africana.

    Una delle prime opere della serie, L’Hommage aux chasseurs du Mandé (1994–1996), ha ricevuto il prestigioso Grand Prix Léopold Sédar Senghor alla Biennale di Dakar nel 1996. Una versione monumentale dell’opera è stata presentata a Documenta 15 di Kassel nel 2022, mentre un’altra è entrata a far parte della collezione del Museum of Modern Art (MoMA) di New York nel 2023.

    Questi importanti riconoscimenti testimoniano la rilevanza internazionale di un corpus di opere che continua a contribuire in modo significativo al dibattito critico sull’arte contemporanea, la storia e il patrimonio culturale.

     

    Attraverso una struttura espositiva attentamente ripensata, Alternative Practices and Unbound Forms: African Artists Across Recent Biennales – Part II favorisce nuove connessioni tra artisti, generazioni e geografie, mettendo in luce la pluralità di prospettive, materiali e metodologie che definiscono oggi le pratiche artistiche contemporanee africane.

  • Presentazione del Catalogo
    Presentazione del Catalogo

    In questa occasione, la galleria è lieta di presentare la pubblicazione ufficiale dedicata a Alternative Practices. Concepito come un’estensione del progetto curatoriale, il catalogo si configura come uno strumento critico che documenta e approfondisce il percorso di ricerca sviluppato attraverso la mostra. Attraverso saggi, materiali visivi e contributi curatoriali, la pubblicazione offre un’esplorazione più approfondita delle pratiche artistiche e delle questioni critiche al centro del progetto, riaffermando al contempo il costante impegno della galleria nella ricerca artistica contemporanea e nella promozione del dialogo critico nell’ambito dell’arte africana contemporanea.

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  • Opere
  • ALTERNATIVE Practices AND UNBOUND FORMS:

    AFRICAN ARTISTS ACROSS RECENT BIENNALES

     

    PART II

     

     

    JOËL ANDRIANOMEARISOA, HAKO HANKSON, ABDOULAYE KONATÉ, TEGENE KUNBI, ESTHER MAHLANGU, TROY MAKAZA,
    SAMUEL NNOROM, EL ANATSUI, MOFFAT TAKADIWA

     

     

    09.07.2026 | 30.09.2026

     

     

    PRIMO MARELLA GALLERY MILANO
    Via Valtellina 31, 20159 Milano, Italy