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Per volare serve l'aria
Daniele di Girolamo, 24 Settembre - 6 Novembre 2026
  • In corso
  • passate

Per volare serve l'aria: Daniele di Girolamo

In corso exhibition
  • Almeno una volta nella vita, tutti abbiamo sognato di volare
  • la funzione dell’aria cambia nuovamente: da trasportare memorie e respiri ad acquistare la capacità di modellare la materia
  • Infine, l’incontro con l’altro appare nella sua veste più cruda e romantica
  •  

    Daniele Di Girolamo

     

    PER VOLARE SERVE L'ARIA 

     

     

    MOSTRA PERSONALE 

     

     

    VISITABILE FINO A NOVEMBRE, 2026

     

     

     

     

    PRESSO

    Primo Marella Gallery Milano

     

     

     

     

    Primo Marella Gallery Milano

    Via Valtellina 31, 20159 Milano

  • Primo Marella Gallery Milano è lieta di annunciare Per volare serve l’aria, una mostra personale dell’artista italiano Daniele Di Girolamo, che segna la sua prima presentazione con la galleria.

     
     
    TESTO A CURA DI NICCOLÒ GIACOMAZZI.
     

    Nel progetto Per volare serve l’aria di Daniele Di Girolamo, l’elemento aereo attraversa e mette in relazione le opere, suggerendo una dimensione ascensionale tanto spirituale quanto materiale. L’esperienza umana entra così in relazione con i processi del mondo naturale, che nelle opere diventano capaci di toccare l’inconscio e, senza bisogno di essere spiegate fino in fondo, raccontare sentimenti e tensioni che accompagnano i momenti di trasformazione, perdita, incontro e passaggio. Esperienze fondamentali nella costruzione della nostra identità, attraversabili autonomamente o nella relazione con l’altro.

  • Almeno una volta nella vita, tutti abbiamo sognato di volare

    [...] Nell’installazione Qualche goccia nel vento c’era (2026), i settantaquattro cilindri di plastica, con la loro rotazione costante, producono un suono simile a quello della risacca.

    La sabbia di mare, incapsulata al loro interno, entra in collisione ricordando il luogo da cui proviene. In questa dimensione, il rapporto con l’altro cede spazio a una relazione più intima con te stesso. Il tempo rallenta, l’ascolto aumenta: puoi lasciare che la mente scenda in profondità e prenda le misure della distanza che unisce o ti separa dall’esterno. Se hai vissuto dei lunghi periodi vicino al mare, ricorderai gli odori, i suoni, il vento che ti accarezzava il volto sulla spiaggia o passeggiando sul bagnasciuga.

    Con quest’opera, Di Girolamo è come se riattivasse la memoria di un luogo dal quale forse non avresti voluto andare via.

     

    Nella stessa sala, trovi l’installazione scultorea Flying needs Air (2026) che sembra invertire questa direzione, riportandoti dall’introspezione verso l’altro. Due forme adagiate a terra, in pelle e polietilene, ricordano allo stesso tempo panneggi e carcasse, qualcosa di vivo e qualcosa che vivo non è più.

    Le due presenze si collegano tra loro attraverso un gesto quasi impercettibile: il respiro registrato di una donna anziana viene tradotto da un dispositivo in movimento, azionando una ventola che genera un soffio d’aria diretto verso due piume poste sulla seconda scultura.

     

    Non puoi ascoltare quel respiro, ma puoi osservare il suo effetto.

    L’eco di una presenza sottratta ai sensi sopravvive e continua ad agire nello spazio. Si trasforma in aria e cerca di raggiungere qualcosa che è fuori di sé. Mentre si protende verso l’altro, tu stai attraversando visivamente un ponte fragile, sorretto da un movimento minimo e dalla possibilità che quel soffio riesca a mettere in moto le piume.

     

    Un'immagine torna alla mente. 

    Due bambini, su una terrazza aperta verso una valle, giocavano con una piuma. A turno la tenevano tra le dita, con il braccio disteso verso l’alto, per poi affidarla alla corrente del vento. La piuma cominciava a roteare, saliva, fluttuava e rimaneva sospesa nell’aria per alcuni secondi, a volte sorprendentemente a lungo, prima che uno dei due riuscisse a prenderla al volo. In quel gesto semplicissimo convivono il desiderio di trattenere e la necessità di lasciare andare, la possibilità della perdita e l’attesa di un ritorno. Qualcosa di simile accade in Flying needs Air, in cui il soffio non determina ciò che accadrà, ma crea le condizioni perché ciò possa avvenire.

    L’aria diventa così un veicolo di trasmissione, un gesto di cura o il semplice bisogno di comunicare.

    Flying needs air, 2026  Polietilene, pelle, ottone, vetro, piume di piccione,  ventola attivata dalla registrazione del respiro di un’anziana, acciaio, cavi, power bank  85 × 80 × 300 cm (Larger version of this image opens in a popup).
    Detail. Flying needs air, 2026  Polietilene, pelle, ottone, vetro, piume di piccione,  ventola attivata dalla registrazione del respiro di un’anziana, acciaio, cavi, power bank  85 × 80 × 300 cm (Larger version of this image opens in a popup).
    Detail. Flying needs air, 2026  Polietilene, pelle, ottone, vetro, piume di piccione,  ventola attivata dalla registrazione del respiro di un’anziana, acciaio, cavi, power bank  85 × 80 × 300 cm (Larger version of this image opens in a popup).

     Flying needs air, 2026

    Polietilene, pelle, ottone, vetro, piume di piccione,

     ventola attivata dalla registrazione del respiro di un’anziana, acciaio, cavi, power bank

    85 × 80 × 300 cm

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  • la funzione dell’aria cambia nuovamente: da trasportare memorie e respiri ad acquistare la capacità di modellare la materia

    [...] In Scirocco Barocco (2026), polietilene, ottone, vetro e piume danno vita a forme che sembrano essersi fermate un istante prima che il vento smettesse di soffiare. 

     

    Potresti avere l’impressione di essere in prossimità a dei panneggi indossati da dei corpi. Ma questi non ci sono.

    Nel Barocco quelle pieghe solitamente accompagnavano santi e nobili, figure di potere. Qui il centro è vuoto. La materia sembra conservare le pieghe impresse dal vento e la rappresentazione dell’autorità lascia il posto all’azione di una forza impalpabile.

     

    Qualcosa di umano rimane, dato che il polietilene lavorato a caldo assume una consistenza che può ricordarti la superficie di un corpo.

    Da quel panneggio ora vedi una pelle che ha perso la sua anatomia. Svuotata del corpo, quella pelle conserva però la memoria di un movimento. Rimane frammentata e dislocata, non presentando una direzione specifica ma lasciando che sia tu a trovare una relazione tra forme distanti.

    • Scirocco Barocco (Cascata), 2026 Polietilene termoformato, ottone 60 × 20 × 76 cm

      Scirocco Barocco (Cascata), 2026 Polietilene termoformato, ottone 60 × 20 × 76 cm

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    • Scirocco Barocco (Piume), 2026, Polietilene termoformato, ottone, piume di piccione, 120 × 40 × 37 cm

      Scirocco Barocco (Piume), 2026, Polietilene termoformato, ottone, piume di piccione, 120 × 40 × 37 cm

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  • Infine, l’incontro con l’altro appare nella sua veste più cruda e romantica

    Con Beautiful things fading away (Encounter), l'incontro avviene davvero, portando con sé tutta la sua imprevedibilità.

     

    Davanti a te, due cardi ruotano uno accanto all’altro. A volte si sfiorano, altre si scontrano e altre ancora continuano le loro orbite senza riuscire a incontrarsi. Il momento del contatto genera un attrito che produce un suono fragile.

    Potresti aspettare a lungo che le spine si urtino, senza sapere quando e se arriverà un contatto successivo. Secco, violento, ma anche tanto erotico e dolce. Riesci a riconoscere in quella danza qualcosa che appartiene anche ai tuoi incontri? Ci si cerca, ci si evita, ci si sfiora, ci si ferisce. A volte ci si trova per pochi istanti prima di tornare nuovamente distanti. Non esiste una coreografia prestabilita e proprio per questo ogni contatto è capace di dar vita a emozioni differenti.

     

    Come nelle opere Semina (2026) e Traiettoria di una caduta (2026), i tubi di ottone tracciano percorsi fatti di cadute, incontri, deviazioni, e nel caso dei cardi sostituiscono il sistema linfatico con al loro interno i cavi elettrici.

    Le rotazioni rispecchiano la mutevolezza dei rapporti, che possono sfociare talvolta nel non ritrovarsi mentre in altre esprimono le contingenze del riunirsi in un abbraccio e un inevitabile rilascio. In questo susseguirsi di avvenimenti, le traiettorie cambiano, prendono direzioni differenti e inevitabilmente trasformano il nostro modo di stare al mondo e relazionarsi.

     

    Il tutto nasce lungo le coste, dove il vento spinge i cardi selvatici gli uni verso gli altri fino a farli sfregare. Tornano l’aria, il mare e il sollevarsi dal suolo come forze capaci di determinare la possibilità di una relazione.

  • Traiettoria di una caduta, 2026 Ottone, vetro, piuma di piccione, 170 × 147 × 50 cm (Larger version of this image opens in a popup).
    Detail. Traiettoria di una caduta, 2026 Ottone, vetro, piuma di piccione, 170 × 147 × 50 cm (Larger version of this image opens in a popup).
    Semina, 2026 Ottone, vetro, semi a dispersione aerea, 116 × 30 × 72 cm (Larger version of this image opens in a popup).
    Detail. Semina, 2026 Ottone, vetro, semi a dispersione aerea, 116 × 30 × 72 cm (Larger version of this image opens in a popup).

    Traiettoria di una caduta, 2026 Ottone, vetro, piuma di piccione, 170 × 147 × 50 cm

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  • Nato a Pescara nel 1995, Daniele Di Girolamo vive e lavora a Pescara, Italia. Tra le sue più recenti mostre...

    Daniele Di Girolamo nel suo studio © Caterina Cantò

    Nato a Pescara nel 1995, Daniele Di Girolamo vive e lavora a Pescara, Italia.

     

    Tra le sue più recenti mostre personali figurano Misure di una Distanza, a cura di Niccolò Giacomazzi, presso Spazio Supernova, Roma (2024); Cose bellissime che si dissolvono (un incontro), a cura di Saverio Verini, presso Palazzo Collicola, Spoleto (2024); Beautiful Things Fading Away, con Alejandro Cesarco come tutor, presso Gallery KHM2, Malmö (2023); Correct Ways to Misunderstand, a cura di Leonardo Regano, presso Traffic Gallery, Bergamo (2022); Sky Above, Sea Below, progetto collaborativo con Manrico Pacenti, presso Gallleriapiù, Bologna (2019); e Trasformazioni silenziose, a cura di Ivan D’Alberto, presso YAG Gallery, Pescara (2018).

    Tra le mostre collettive selezionate figurano Beröringspunkter e Skulptur Projekte 3.0 a Stoccolma, Where Things Give Way a Hong Kong, Silenzio Sognato presso Traffic Gallery a Bergamo, La tempesta nel bicchiere presso Galleria Francesca Antonini a Roma, Materia Sonora presso l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid e L’Oro Blu presso il Museo dei Bronzi Dorati di Pergola. Il suo lavoro è stato inoltre presentato al Museo dei Bagni di Diocleziano di Roma, alla Titanikas Gallery di Vilnius, al Castello di Pagazzano e alla Lebanese University di Beirut.

     

    Tra i riconoscimenti e le borse di studio ricevuti figurano il Premio Ines e Ettore Fico ad Artissima, Torino (2024), un One Year Working Grant dello Swedish Arts Grants Committee, il Rotaract and Andrea Sapone Prize ad Arte Fiera, Bologna, la borsa di studio Jubelfonden a Malmö (2023) e la Eva och Hugo Bergmans Fond (2022). Nel 2020 ha inoltre ricevuto lo Young Art Award dei Giovani Imprenditori di Confindustria Emilia e, nel 2019, una Menzione Speciale nell’ambito di Art Up – Premio della Critica e del Collezionismo a Bologna.

     

    La sua ricerca è stata presentata in pubblicazioni tra cui i Quaderni d’arte italiana di Treccani, Annuario d’arte italiana, Artribune, Inside Art, Fortune Italia e Il Giornale dell’Arte. Nel 2023 è stato incluso in Quaderni d’arte italiana Vol. 6: Futuro, a cura di Gian Maria Tosatti e pubblicato da Treccani e Fondazione La Quadriennale di Roma.

  • Daniele Di Girolamo

     

    PER VOLARE SERVE L'ARIA 

     

     

    MOSTRA PERSONALE

    VISITABILE FINO A NOVEMBRE, 2026

     

     

    PRESSO

    Primo Marella Gallery Milano

     

     

     

     

    Primo Marella Gallery Milano

    Via Valtellina 31, 20159 Milano, Italy

  • Opere
    • Daniele Di Girolamo, Flying needs air, 2026
      Daniele Di Girolamo, Flying needs air, 2026
    • Daniele Di Girolamo, Scirocco Barocco, Piume, 2026
      Daniele Di Girolamo, Scirocco Barocco, Piume, 2026
    • Daniele Di Girolamo, Scirocco Barocco, Vela, 2026
      Daniele Di Girolamo, Scirocco Barocco, Vela, 2026
    • Daniele Di Girolamo, Traiettoria di una caduta, 2026
      Daniele Di Girolamo, Traiettoria di una caduta, 2026
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