Per volare serve l'aria: Daniele di Girolamo
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Daniele Di Girolamo
PER VOLARE SERVE L'ARIA
MOSTRA PERSONALE
VISITABILE FINO A NOVEMBRE, 2026
PRESSO
Primo Marella Gallery Milano
Primo Marella Gallery Milano
Via Valtellina 31, 20159 Milano
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TESTO A CURA DI NICCOLÒ GIACOMAZZI.
Nel progetto Per volare serve l’aria di Daniele Di Girolamo, l’elemento aereo attraversa e mette in relazione le opere, suggerendo una dimensione ascensionale tanto spirituale quanto materiale. L’esperienza umana entra così in relazione con i processi del mondo naturale, che nelle opere diventano capaci di toccare l’inconscio e, senza bisogno di essere spiegate fino in fondo, raccontare sentimenti e tensioni che accompagnano i momenti di trasformazione, perdita, incontro e passaggio. Esperienze fondamentali nella costruzione della nostra identità, attraversabili autonomamente o nella relazione con l’altro.
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la funzione dell’aria cambia nuovamente: da trasportare memorie e respiri ad acquistare la capacità di modellare la materia
[...] In Scirocco Barocco (2026), polietilene, ottone, vetro e piume danno vita a forme che sembrano essersi fermate un istante prima che il vento smettesse di soffiare.
Potresti avere l’impressione di essere in prossimità a dei panneggi indossati da dei corpi. Ma questi non ci sono.
Nel Barocco quelle pieghe solitamente accompagnavano santi e nobili, figure di potere. Qui il centro è vuoto. La materia sembra conservare le pieghe impresse dal vento e la rappresentazione dell’autorità lascia il posto all’azione di una forza impalpabile.
Qualcosa di umano rimane, dato che il polietilene lavorato a caldo assume una consistenza che può ricordarti la superficie di un corpo.
Da quel panneggio ora vedi una pelle che ha perso la sua anatomia. Svuotata del corpo, quella pelle conserva però la memoria di un movimento. Rimane frammentata e dislocata, non presentando una direzione specifica ma lasciando che sia tu a trovare una relazione tra forme distanti.
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Infine, l’incontro con l’altro appare nella sua veste più cruda e romantica
Con Beautiful things fading away (Encounter), l'incontro avviene davvero, portando con sé tutta la sua imprevedibilità.
Davanti a te, due cardi ruotano uno accanto all’altro. A volte si sfiorano, altre si scontrano e altre ancora continuano le loro orbite senza riuscire a incontrarsi. Il momento del contatto genera un attrito che produce un suono fragile.
Potresti aspettare a lungo che le spine si urtino, senza sapere quando e se arriverà un contatto successivo. Secco, violento, ma anche tanto erotico e dolce. Riesci a riconoscere in quella danza qualcosa che appartiene anche ai tuoi incontri? Ci si cerca, ci si evita, ci si sfiora, ci si ferisce. A volte ci si trova per pochi istanti prima di tornare nuovamente distanti. Non esiste una coreografia prestabilita e proprio per questo ogni contatto è capace di dar vita a emozioni differenti.
Come nelle opere Semina (2026) e Traiettoria di una caduta (2026), i tubi di ottone tracciano percorsi fatti di cadute, incontri, deviazioni, e nel caso dei cardi sostituiscono il sistema linfatico con al loro interno i cavi elettrici.
Le rotazioni rispecchiano la mutevolezza dei rapporti, che possono sfociare talvolta nel non ritrovarsi mentre in altre esprimono le contingenze del riunirsi in un abbraccio e un inevitabile rilascio. In questo susseguirsi di avvenimenti, le traiettorie cambiano, prendono direzioni differenti e inevitabilmente trasformano il nostro modo di stare al mondo e relazionarsi.
Il tutto nasce lungo le coste, dove il vento spinge i cardi selvatici gli uni verso gli altri fino a farli sfregare. Tornano l’aria, il mare e il sollevarsi dal suolo come forze capaci di determinare la possibilità di una relazione.
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Daniele Di Girolamo nel suo studio © Caterina Cantò
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Daniele Di Girolamo
PER VOLARE SERVE L'ARIA
MOSTRA PERSONALE
VISITABILE FINO A NOVEMBRE, 2026
PRESSO
Primo Marella Gallery Milano
Primo Marella Gallery Milano
Via Valtellina 31, 20159 Milano, Italy
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Opere
