Il Pittore Mistico: Agostino Arrivabene, Arvin Golrokh, Ruben Pang, Alessandro Sicioldr, Kenji Sugiyama
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IL PITTORE MISTICO
AGOSTINO ARRIVABENE, ARVIN GOLROKH,
RUBEN PANG, ALESSANDRO SICIOLDR,
KENJI SUGIYAMA
APERTO AL PUBBLICO DAL 15.10.2026
PRESSO
Primo Marella Gallery Lugano
(EXHIBITION SPACE 2)
Via Lucchini 10, 6900 Lugano, CH
Primo Marella Gallery Lugano è lieta di presentare, all'interno dell'Exhibition Space 2, Il Pittore Mistico: un progetto speciale che riunisce le opere di Agostino Arrivabene, Arvin Golrokh, Ruben Pang, Alessandro Sicioldr, e Kenji Sugiyama.
Cinque artisti, cinque percorsi autonomi e coerenti, uniti da una tensione condivisa verso il simbolico, il sacro e il visionario. In un’epoca dominata dalla razionalità, dalla produttività e dagli algoritmi, questi artisti scelgono un’altra via: quella dell’intuizione, della spiritualità e della pittura come atto di rivelazione.
Al cuore del progetto vi è un’idea semplice ma radicale: restituire all'opera d'arte la sua funzione originaria di “porta” verso un altrove, come strumento di contatto con l’invisibile. Che si tratti di visioni oniriche, apparizioni sacre, miti interiori o figurazioni in trasformazione, Il Pittore Mistico pone la pittura al centro come medium spirituale, capace di incarnare il mistero e renderlo visibile.
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Agostino Arrivabene,
Studio per Eros e Thanatos cacciati dall’inferno, 2024, Mixed media on paper, 69,5 × 50 cm
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Arvin Golrokh: L'Atto della Resistenza
Arvin Golrokh (1992, Teheran, Iran) indaga la pittura come luogo di tensione, dove la costruzione dell’immagine si fa atto di resistenza contro narrazioni imposte e significati cristallizzati. Forte di una rigorosa formazione tecnica, il suo lavoro attinge a immaginari storici e ideologici per poi frantumarli e ricomporli attraverso composizioni dense e stratificate. Nella pratica di Golrokh l’immagine non è mai neutra: è un campo di potere, memoria e percezione collettiva, costantemente destabilizzato.
Piuttosto che offrire chiarezza, Golrokh costruisce ambiguità, costringendo lo spettatore a un confronto prolungato con l’opera. Attraverso distorsione, accumulazione e spostamento, smantella le immagini autoritarie – plasmate dalla propaganda o dal dominio storico—per rivelarne la fragilità e le contraddizioni interne.
Bicharegan (بیچارگان), “i miserabili": non semplici vittime, ma coloro che sono esclusi dal ciclo del potere, destinati ad essere dimenticati. Sono coloro che subiscono la storia senza mai poterla scrivere.
– ARVIN GOLROKH
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Ruben Pang, Your Heart in Mine, 2023
Oil, alkyd and dammar varnish on aluminum composite panel, 75 × 60 cm
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Alessandro Sicioldr, Madre del sogno, 2022
Oil on linen, 120 × 100 cm
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Kenji Sugiyama: Uno Sguardo Rivolto Lontano
Il lavoro di Kenji Sugiyama (1962, Nagoya, Giappone) si sviluppa attorno al rapporto tra percezione visiva, memoria e identità. Attraverso un linguaggio che combina installazione, specchi e illusioni ottiche, l’artista costruisce spazi tridimensionali che mettono in discussione il modo in cui osserviamo e interpretiamo la realtà.
Dal 1998, con il progetto Institute of Intimate Museums, Sugiyama concepisce musei e biblioteche immaginari, luoghi intimi in cui oggetti, immagini e ricordi personali si stratificano in una dimensione sospesa tra realtà e immaginazione. Le sue opere invitano lo spettatore a guardare oltre la superficie, in un percorso di introspezione, in cui la visione e un atto intimo e soggettivo, capace di rivelare nuovi significati attraverso prospettive mutevoli e inaspettate.
«L’obiettivo era condizionare e restringere il modo di guardare e dare forma concreta a queste idee.»
– Kenji Sugiyama -
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Attingendo a una genealogia multiforme – che spazia dagli antichi sistemi mistici e dall’immaginario religioso medievale fino al Romanticismo, al Simbolismo e ai territori dell’inconscio esplorati dal Surrealismo – questa nuova ondata di pittori mistici mira a ridefinire il linguaggio visivo della spiritualità nel XXI secolo. Le loro opere abitano territori liminali: spazi in cui il sacro e il profano si sovrappongono, dove la memoria si fonde con il mito e il tempo si dissolve in stati stratificati e onirici.
Il Pittore Mistico attinge inoltre alle eredità surrealiste e psicologiche, accedendo all’inconscio come spazio generativo. Influenzate dall’idea di una psiche collettiva e dal simbolismo archetipico, queste opere spesso resistono a narrazioni lineari o a interpretazioni univoche. Al contrario, invitano lo spettatore in territori ambigui, dove memoria pearsonale, logica del sogno e mito ancestrale convergono.
Ciò che accomuna questi artisti non è uno stile condiviso, ma un ethos comune: la convinzione che l'arte possa essere un atto trasformativo. Attraverso gesti di graffiatura, cancellazione e sovrapposizione, la pittura diventa un rito che evoca il sacro senza rappresentarlo: una soglia tra materia e spirito.Il progetto de Il Pittore Mistico riflette una rinnovata ricerca di trascendenza come forma di sintonia, celebrando la lentezza, l’introspezione e l’arte come spazio di cura e connessione oltre il sé.
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IL PITTORE MISTICO
AGOSTINO ARRIVABENE, ARVIN GOLROKH,
RUBEN PANG, ALESSANDRO SICIOLDR,
KENJI SUGIYAMA
APERTO AL PUBBLICO DAL 15.10.2026
PRESSO
Primo Marella Gallery Lugano
(EXHIBITION SPACE 2)
Via Lucchini 10, 6900 Lugano, CH
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Opere
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Agostino Arrivabene, Stigmata, 2024, Oil on linen, 123 × 190 cm
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Arvin Golrokh, La Fenice 4, 2023, Oil on canvas, charred wooden frame, 55 × 55 cm
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Ruben Pang, Love of Body of Love, 2023
Oil, alkyd and dammar varnish on aluminum composite panel, 120 × 180 cm
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Kenji Sugiyama, Cell - Inside Myself 3, 2026
Mixed media (paper, mirror, wood board, acrylic), 165 × 59 × 33 cm
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