• IL PITTORE MISTICO

     

    AGOSTINO ARRIVABENE, ARVIN GOLROKH,

    RUBEN PANG, ALESSANDRO SICIOLDR,

    KENJI SUGIYAMA

     

     

    APERTO AL PUBBLICO DAL 15.10.2026

     
    PRESSO

     

    Primo Marella Gallery Lugano

    (EXHIBITION SPACE 2)

     

    Via Lucchini 10, 6900 Lugano, CH

     

     

     

    Primo Marella Gallery Lugano è lieta di presentare, all'interno dell'Exhibition Space 2, Il Pittore Mistico: un progetto speciale che riunisce le opere di Agostino Arrivabene, Arvin Golrokh, Ruben Pang, Alessandro Sicioldr, e Kenji Sugiyama.

    Cinque artisti, cinque percorsi autonomi e coerenti, uniti da una tensione condivisa verso il simbolico, il sacro e il visionario. In un’epoca dominata dalla razionalità, dalla produttività e dagli algoritmi, questi artisti scelgono un’altra via: quella dell’intuizione, della spiritualità e della pittura come atto di rivelazione.

     

    Al cuore del progetto vi è un’idea semplice ma radicale: restituire all'opera d'arte la sua funzione originaria di “porta” verso un altrove, come strumento di contatto con l’invisibile. Che si tratti di visioni oniriche, apparizioni sacre, miti interiori o figurazioni in trasformazione, Il Pittore Mistico pone la pittura al centro come medium spirituale, capace di incarnare il mistero e renderlo visibile. 

  • Agostino Arrivabene: La Fusione fra l'Alto e il Basso
    Agostino Arrivabene,
    Studio per Eros e Thanatos cacciati dall’inferno, 2024, Mixed media on paper, 69,5 × 50 cm

    Agostino Arrivabene: La Fusione fra l'Alto e il Basso

    Il lavoro di Agostino Arrivabene (1967, Rivolta d’Adda, Italia) emerge in un momento in cui la spiritualità riacquista centralità nell’arte contemporanea. Alla fine del XX secolo si assiste infatti a un rinnovato interesse per l’esperienza mistica, che offre agli artisti una via alternativa al razionale e al materiale. Radicata in antiche tradizioni mistiche e densa di simbolismo, la sua arte fonde una sapienza arcaica con una sensibilità profondamente contemporanea.

     

    Evocando un linguaggio visivo sacro e medievale, Arrivabene lo reinterpreta per rispondere a un desiderio attuale di trascendenza. La natura, nella sua visione, è un cosmo vivente e pagano, attraversato da una risonanza spirituale. I suoi dipinti invitano all’interpretazione personale, alla memoria e al sogno, ponendo al centro il viaggio ineffabile e profondamente spirituale dell’anima.

     

    Il mio lavoro è un dialogo costante tra il sacro e il profano – un ponte che connette il divino e l’umano.

    – AGOSTINO ARRIVABENE
  • Arvin Golrokh: L'Atto della Resistenza

    Arvin Golrokh (1992, Teheran, Iran) indaga la pittura come luogo di tensione, dove la costruzione dell’immagine si fa atto di resistenza contro narrazioni imposte e significati cristallizzati. Forte di una rigorosa formazione tecnica, il suo lavoro attinge a immaginari storici e ideologici per poi frantumarli e ricomporli attraverso composizioni dense e stratificate. Nella pratica di Golrokh l’immagine non è mai neutra: è un campo di potere, memoria e percezione collettiva, costantemente destabilizzato.

     

    Piuttosto che offrire chiarezza, Golrokh costruisce ambiguità, costringendo lo spettatore a un confronto prolungato con l’opera. Attraverso distorsione, accumulazione e spostamento, smantella le immagini autoritarie – plasmate dalla propaganda o dal dominio storico—per rivelarne la fragilità e le contraddizioni interne.

     

    Bicharegan (بیچارگان), “i miserabili": non semplici vittime, ma coloro che sono esclusi dal ciclo del potere, destinati ad essere dimenticati. Sono coloro che subiscono la storia senza mai poterla scrivere.

    – ARVIN GOLROKH
     
    • Arvin Golrokh, La Fenice 4, 2023, Oil on canvas, charred wooden frame, 55 × 55 cm
      Arvin Golrokh, La Fenice 4, 2023, Oil on canvas, charred wooden frame, 55 × 55 cm
    • Arvin Golrokh, La Fenice 11, 2024, Oil on canvas with sculptural painted frame, 55 × 55 cm
      Arvin Golrokh, La Fenice 11, 2024, Oil on canvas with sculptural painted frame, 55 × 55 cm
  • Ruben Pang: La Modernità del Simbolismo
    Ruben Pang, Your Heart in Mine, 2023
    Oil, alkyd and dammar varnish on aluminum composite panel, 75 × 60 cm

    Ruben Pang: La Modernità del Simbolismo

    Il lavoro di Ruben Pang (1990, Singapore) fonde mitologie antiche e contemporanee in un linguaggio visivo fluido e iridescente. I suoi dipinti evocano stati onirici in cui figure, colori ed energie si fondono, si dissolvono e si riformano continuamente. Attraverso un processo pittorico tattile fatto di pittura, graffiature e cancellazioni, Pang porta alla luce paesaggi interiori stratificati, esplorando temi di fede, sacrificio e trasformazione.

     

    Ogni opera diventa una visione viva, in costante evoluzione – un portale aperto tra realtà e subconscio. La sua arte cattura la tensione tra tradizione e modernità, offrendo un’esperienza mistica al tempo stesso personale e universale, fragile e in perpetuo mutamento. I suoi dipinti sono varchi verso un regno psichico in continuo slittamento, abitato da forme enigmatiche.
    Non si tratta di fantasia fine a sé stessa, ma di una ricerca visiva di conoscenza di sé, radicata in impulsi antichi.

     

    Credo inoltre che la psiche dell’artista sia sempre un passo avanti rispetto alla coscienza e che i miei dipinti più sinceri non abbiano paura di mostrare le mie vulnerabilità accanto ai miei punti di forza.

    – RUBEN PANG
  • Alessandro Sicioldr: L'Esploratore delle Realtà Oniriche
    Alessandro Sicioldr, Madre del sogno, 2022
    Oil on linen, 120 × 100 cm

    Alessandro Sicioldr: L'Esploratore delle Realtà Oniriche

    l legame tra arte e misticismo è profondo e radicato, con movimenti come il Simbolismo e il Surrealismo che hanno individuato nell’inconscio un terreno privilegiato per la creazione. Alessandro Sicioldr (1990, Tuscania, Italia) raccoglie questa eredità in modo intimo e personale, esplorando lo spazio liminale tra il sogno e la veglia. 

     

    I suoi dipinti sono portali verso un regno psichico in continuo mutamento, popolato da forme enigmatiche che affiorano dalla memoria, dall’istinto e dall’emozione. Non si tratta di fantasia fine a sé stessa, ma di una ricerca visiva di conoscenza di sé, radicata in impulsi antichi. Il suo mondo onirico sfida la logica razionale – assurdo e al tempo stesso profondo, surreale ma strutturato. Nuovi archetipi e mitologie interiori emergono, invitando lo spettatore a incontrare sé stesso attraverso la metafora, l’intuizione e il mistero.

     

    Le visioni che emergono tra il sonno e il risveglio,» afferma, «diventano la materia prima del mio lavoro.

    – ALESSANDRO SICIOLDR
  • Kenji Sugiyama: Uno Sguardo Rivolto Lontano

    Il lavoro di Kenji Sugiyama (1962, Nagoya, Giappone) si sviluppa attorno al rapporto tra percezione visiva, memoria e identità. Attraverso un linguaggio che combina installazione, specchi e illusioni ottiche, l’artista costruisce spazi tridimensionali che mettono in discussione il modo in cui osserviamo e interpretiamo la realtà.

     

    Dal 1998, con il progetto Institute of Intimate Museums, Sugiyama concepisce musei e biblioteche immaginari, luoghi intimi in cui oggetti, immagini e ricordi personali si stratificano in una dimensione sospesa tra realtà e immaginazione. Le sue opere invitano lo spettatore a guardare oltre la superficie, in un percorso di introspezione, in cui la visione e un atto intimo e soggettivo, capace di rivelare nuovi significati attraverso prospettive mutevoli e inaspettate.

    «L’obiettivo era condizionare e restringere il modo di guardare e dare forma concreta a queste idee.»
    – Kenji Sugiyama
  • Attingendo a una genealogia multiforme – che spazia dagli antichi sistemi mistici e dall’immaginario religioso medievale fino al Romanticismo, al Simbolismo e ai territori dell’inconscio esplorati dal Surrealismo – questa nuova ondata di pittori mistici mira a ridefinire il linguaggio visivo della spiritualità nel XXI secolo. Le loro opere abitano territori liminali: spazi in cui il sacro e il profano si sovrappongono, dove la memoria si fonde con il mito e il tempo si dissolve in stati stratificati e onirici.

    Il Pittore Mistico attinge inoltre alle eredità surrealiste e psicologiche, accedendo all’inconscio come spazio generativo. Influenzate dall’idea di una psiche collettiva e dal simbolismo archetipico, queste opere spesso resistono a narrazioni lineari o a interpretazioni univoche. Al contrario, invitano lo spettatore in territori ambigui, dove memoria pearsonale, logica del sogno e mito ancestrale convergono.


    Ciò che accomuna questi artisti non è uno stile condiviso, ma un ethos comune: la convinzione che l'arte possa essere un atto trasformativo. Attraverso gesti di graffiatura, cancellazione e sovrapposizione, la pittura diventa un rito che evoca il sacro senza rappresentarlo: una soglia tra materia e spirito.

     

    Il progetto de Il Pittore Mistico riflette una rinnovata ricerca di trascendenza come forma di sintonia, celebrando la lentezza, l’introspezione e l’arte come spazio di cura e connessione oltre il sé.

  • IL PITTORE MISTICO

     

    AGOSTINO ARRIVABENE, ARVIN GOLROKH,

    RUBEN PANG, ALESSANDRO SICIOLDR, 

    KENJI SUGIYAMA

     

     

    APERTO AL PUBBLICO DAL 15.10.2026

     
    PRESSO

     

    Primo Marella Gallery Lugano

    (EXHIBITION SPACE 2)

     

    Via Lucchini 10, 6900 Lugano, CH
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