L’artista etiope Tegene Kunbi è stato recentemente protagonista di un importante articolo pubblicato su Il Giornale dell’Arte, che approfondisce il suo progetto espositivo presentato alla Biennale Arte di Venezia 2026, intitolato Shapes of Silence.
L’articolo, intitolato “Il padiglione della Biennale di Venezia dove il silenzio parla”, mette in luce il lavoro di Kunbi come rappresentante del Padiglione Etiopia.
Il progetto, noto come Shapes of Silence – a cura di Abebaw Ayalew e di Yohannes Mulat Mekonnen in qualità di Assistente Curatore – , si configura come una riflessione visiva e concettuale sul ruolo del silenzio nella cultura etiope, inteso non come assenza, ma come condizione sociale e politica complessa.
Attraverso pittura, tessuti e assemblaggi materici, l’artista costruisce un linguaggio stratificato che indaga memoria, identità e tensioni culturali. Il padiglione non si limita a raccontare una storia, ma mette in discussione le condizioni stesse della narrazione e della rappresentazione.
La partecipazione alla Biennale segna un momento cruciale nella carriera di Kunbi, consolidando il suo ruolo nel panorama dell’arte contemporanea internazionale.
