Ruben Pang Singapore , 1990
Il mio aspetto preferito di questo dipinto è l’accostamento dei colori complementari e l’introduzione di accenni di viola e oro. È molto difficile introdurre colori ad alta saturazione in un dipinto mantenendo al contempo la profondità e il senso del volume e del peso. Per quanto riguarda l’immagine finale, sono quindi la distribuzione delle forme, la varietà delle sagome e le ali stilisticamente «frammentate», realizzate attraverso una combinazione di rosa quinacridone, terra di Siena bruciata, arancione trasparente e blu ceruleo, a darmi un senso di appagamento pittorico.
Stavo inoltre sperimentando l’uso del rosso in contrasto con il nero, come elemento di contrappunto. Penso a questi elementi come a colpi, fendenti o esplosioni di energia (come il peperoncino). Aumentano il volume in modo diverso, senza necessariamente costituire una struttura formale che racchiuda un personaggio. La loro presenza nel dipinto può essere semplificata affinché svolgano una funzione estetica e compositiva: contribuire a far percepire le ombre come più «arretrate» e conferire all’intero dipinto una maggiore vitalità.
Un altro esperimento compositivo riguarda le forme angeliche, che si dissolvono nelle nuvole. Queste ultime, tuttavia, assumono un andamento ritmico e ondulato, un elemento strutturale importante per bilanciare l’immagine nel suo complesso.
Il titolo di questo dipinto deriva da un libro di filosofia taoista di Ni Hua Ching. Cito dall’introduzione del libro: «La natura procede senza sforzo da una stagione all’altra, ma, a un livello più sottile, anche gli esseri umani hanno bisogno di essere periodicamente risvegliati da un letargo spirituale, durante il quale la consapevolezza della realtà della vita viene profondamente dimenticata».
ING:
My favourite aspect of this painting is the complementary colors and the introduction of hints of violets and golds. It is very difficult to introduce high saturation colors into a painting while keeping depth and a sense of volume and weight. So in terms of the final image, the distribution of forms, the variation of shapes and the stylistic “sliced” wings with a mix of quinacridone rose, burnt sienna, transparent orange and cerulean blues are what gives me a sense of pictorial satisfaction. I was also experimenting with the use of reds against black as a counterpoint, I think of these elements as jabs, slashes or bursts of energy (like chilli). They turn up a the volume in a different way, without necessarily being a formal container for a character, their presence in the painting can be simplified in order to serve the aesthetic/compositional role of helping shadows feel more “behind” and making the overall painting feel more vitalised. Another compositional experiment was that the angelic forms dissipate into the clouds, but these clouds take on a rhythmic ripple and this ripple is an important structural balancer for the overall image.
The title of this painting is named after a Taoist philosophical book by Ni Hua Ching. To quote the book’s introduction: “Nature progresses effortlessly from one season to the next, but on a subtler level humans also need to be periodically awakened from a spiritual hibernation in which the awareness of life's reality is deeply forgotten.”